La Maison Sans Frontieres

bimbi a tavola (FILEminimizer)Mi presento,

il mio nome è La maison sans frontières, la CASA senza confini.

Nel mese di febbraio del 2013 Susanna Salerno, una ragazza ventitreenne originaria di Bra (CN), ha iniziato la sua esperienza di volontariato rivolta al continente africano partendo per il Togo e più precisamente per Kuma Tsame Totsi, un piccolo villaggio a cinque chilometri dalla città di Kpalimé.

Per lei, come per la maggior parte dei giovani e inesperti volontari che giungono in Africa per donare il loro aiuto alla causa volontaristica, il continente africano è rappresentato dai volti, in alcuni casi sorridenti in altri meno, dei bimbi che vivono nel degrado di uno Stato povero e senza materie prime utili alle industrie del primo mondo.

Grazie al lavoro svolto all’interno della piccola scuola del villaggio, oltre a guadagnarsi l’onorevole nomignolo di Tata, Susanna ha potuto rendersi conto di quanti e quali sono i disagi che gravano su questa piccola comunità.

Il particolare stato culturale ed economico di questa zona dell’Africa fa si che vi sia un’altissima incidenza di famiglie disgregate e disagiate, di bambini orfani, abbandonati, abusati, gravati da malattie genetiche e/o virali. Il tutto gravato da una situazione socioeconomica dello Stato talmente povera da non consentire la minima assistenza.

Nei tre mesi trascorsi al villaggio Tata Susanna ha maturato l’intenzione di fare di più per questa comunità: farsi carico dei bimbi abbandonati che vivono per le strade del villaggio.

Rientrata in Italia ha presentato il suo progetto in una lettera pubblicata sul sito internet voglioviverecosi.it.

Sensibilizzate dal suo racconto, molte persone hanno preso contatto con Susanna e fatto proprio il suo intento donando idee, lavoro, sostentamento economico per poter realizzare questo “sogno”; l’associazione “Architettura senza frontiere Piemonte” ha realizzato e donato il progetto per la costruzione di una casa d’accoglienza nel villaggio.

Spinta dai numerosi contatti, ad Aprile del 2013 il progetto è stato ufficializzato con la costituzione dell’associazione LA MAISON SANS FRONTIERES ONLUS e nel mese di Novembre del 2013 Tata Susanna è tornata in Togo per metterlo in pratica.

Con i propri risparmi e i primi aiuti economici ha acquistato i terreni su cui costruire la “Maison” e con l’aiuto dei primi volontari sono iniziati i lavori.

Grazie alle donazioni ricevute, l’aiuto di volontari dall’Italia, degli abitanti del villaggio (soprattutto donne) ed alcuni operai locali, la casa di accoglienza a Febbraio del 2015 è stata terminata e ad Aprile ci sono stati i primi inserimenti.

La Maison ad oggi accoglie 12 bambini dai 4 ai 14 anni con situazioni famigliari precarie se non di completo abbandono.

Attualmente le donazioni ricevute dall’Italia sono l’unica fonte di sostentamento per i bambini e per la casa stessa; l’educazione, il mantenimento e la cura dei bambini ospitati sono seguiti direttamente da Tata Susanna, stabilmente in Togo, coadiuvata dai volontari disposti a raggiungerla in Africa e vivere un’esperienza di volontariato con i bambini.

Obiettivo di Tata Susanna e dell’Associazione è rendere la Casa indipendente sia dal punto di vista economico, praticando agricoltura, allevamento, ecc. sia educativo, istruendo e collaborando con il personale locale.

 

 

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